FAQ

La normativa ha fissato a 500 Bq/m3 il limite di concentrazione media annua di Radon nell’aria per i luoghi di lavoro.

La radioattività ☢ del Radon si misura in Becquerel (Bq), dove un Becquerel corrisponde alla trasformazione di un nucleo atomico al secondo. La concentrazione nell’aria si esprime in Bq/metro cubo, indicando così il numero di trasformazioni al secondo che avvengono in un metro cubo d’aria. ☛ Fonte: Istituto Superiore di Sanità

Certamente, sia brevi per la valutazione del rischio, sia a lungo termine (per un anno) ai sensi delle vigenti normative. Inoltre misuriamo le concentrazioni del gas Radon in aria in qualsiasi tipo di ambiente e di edificio (ville, appartamenti, uffici, capannoni industriali, laboratori, edifici commerciali, cantine…) e nel terreno per nuove costruzioni.

Siamo specializzati anche in misurazioni Radon in ambienti termali e Spa.

Sì, abbiamo una consolidata esperienza in tutte le Regioni. Ci occupiamo di misurazioni e risanamenti dal 2009. Disponiamo degli strumenti per misurare la concentrazione di gas Radonindoor in tutte le diverse tecniche conosciute: rivelatori a tracceelettretirivelatori ad integrazione elettronica e monitor istantanei a scintillazione atomica.

Nella sezione “Interventi” presentiamo una selezione dei nostri interventi di diagnosi, misurazione e risanamento, eseguiti in quasi tutte le regioni d’Italia, da Nord a Sud.

Il fenomeno è più significativo quanto maggiore è la differenza di temperatura tra interno ed esterno dell’edificio. La concentrazione è variabile a seconda delle condizioni meteorologiche e può presentare sensibili variazioni sia giornaliere che stagionali. Per questa ragione è preferibile misurare la concentrazione di gas Radon per un periodo prolungato e comunque in base alla tipologia di strumentazione impiegata.

Il Radon (Rn) è un gas nobile (inerte) e radioattivo di origine naturale, inodore, incolore e insapore e tende ad accumularsi negli ambienti chiusi, specie quelli interrati o comunque a contatto diretto con il terreno.

Il Radon si disperde nell’aria ed è inodore, incolore e insapore, quindi non è percepibile dai nostri sensi. Non viene assorbito direttamente dai polmoni ma, nel processo di decadimento una serie di isotopi radioattivi in forma solida, in particolare Polonio e Bismuto si uniscono al pulviscolo presente nell’aria e quando inalati, si fissano nei polmoni dove emettono radiazioni Alfa, dannose per il tessuto polmonare causando il cancro al polmone.

Maggiore è la concentrazione di Radon in aria e il tempo di permanenza in quell’ambiente, maggiori sono i rischi per la salute delle persone.

Per approfondire, visita la sezione del sito dedicata al gas Radon: caratteristiche, storia, mappe e test online.

In Italia oltre 3.200 decessi ogni anno per cancro al polmone sono attribuibili al Radon (tra il 3% e il 14%). Una persona su tre è sensibile al Radon e i bambini lo sono 10 volte in più rispetto agli adulti.

Il Radon è classificato come gas cancerogeno del gruppo 1 ed è la prima causa di cancro al polmone per i non fumatori e la seconda per i fumatori. Il rischio per i fumatori è 25 volte più alto, ma è cancerogeno anche per esposizioni prolungate a concentrazioni di Radon medio-basse, non superiori a 20 Bq/m3.

L’Organizzazione Mondiale della Salute raccomanda di vivere in ambienti confinati (chiusi) con una concentrazione non superiore ai 100 Bq/m3 (WHO handbook on indoor Radon: a public health perspective – World Health Organization, 2009).

Studi medici hanno confermato che non è possibile individuare un valore soglia di concentrazione di gas Radon nelle abitazioni al di sotto del quale il rischio sia considerabile nullo. Anche per esposizioni prolungate a concentrazioni medie o basse di Radon, ovvero concentrazioni non superiori a 200 Bq/m3, si assiste a un incremento statisticamente significativo del rischio di ammalarsi.

Ambienti come le scuole utilizzano spesso per mense, palestre, teatri o laboratori, aule interrate o semi-interrate, cioè luoghi dove il gas Radon può risalire con più facilità. Le donne in gravidanza o che allattano, gli anziani e chi soffre di altre patologie sono i soggetti maggiormente a rischio.

Il gas Radon tende ad accumularsi naturalmente negli ambienti chiusi o poco aerati, specie quelli interrati, seminterrati o comunque a contatto diretto con il terreno, possono avere punti in cui il Radon penetra all’interno.

Una volta all’interno, il gas può accumularsi, specialmente se l’ambiente è poco aerato. Alte concentrazioni di Radon possono rappresentare un rischio per la salute, poiché l’esposizione prolungata al Radon è stata associata a un aumento del rischio di cancro ai polmoni.

Per questo motivo, in molte regioni italiane vengono effettuati test di misurazione e diagnosi del gas Radon nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro, in particolare quando si vendono o acquistano immobili, per assicurarsi che i livelli siano al di sotto delle soglie raccomandate e, se necessario, prendere misure per risanare gli ambienti domestici o i luoghi di lavoro.

La risalita del gas Radon dal suolo avviene per effetto della lieve depressione causata essenzialmente dalla differenza di temperatura in cui viene a trovarsi l’interno dell’edificio rispetto all’esterno per un fenomeno conosciuto come “effetto camino”.

Tale depressione provoca un “risucchio” dell’aria esterna, anche dal suolo, attraverso intercapedini e fessure degli immobili e giunge negli ambienti interni dove si accumula in presenza di insufficiente areazione. La differenza di pressione può essere inoltre accentuata da fattori quali:

  • impianti di aspirazione (cappe delle cucine, aspiratori nei bagni, ecc.)
  • presenza di canne fumarie senza prese d’aria esterna
  • mancanza di sigillatura delle tubazioni di servizio
  • fori di passaggio cavi, tubazioni e prese elettriche nelle pareti
  • giunti o fessurazioni in pavimenti e pareti
  • camini, montacarichi, ecc.

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